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Il discone del mese – King of Salvation dei Diesanera

King of Salvation dei Diesanera è il discone del mese di ottobre, scelto come sempre dal nostro mitico Antani.

A proposito del loro progetto musicale la band ha dichiarato:
“’King Of Salvation’ vi porterà nei più variopinti meandri dell’attuale cultura politica. Curiose strette di mano, accordi un po’ particolari, discorsi pieni di suspence, decisioni militari prese in tempi di smaltimento di sbornie, promesse su cambiamenti epocali pronunciate con le dita incrociate dietro la schiena e non dimentichiamoci dei grandi sorrisi mediatici regalati a tutto il popolo ogni giorno”.

King of Salvation dei Diesanera la potrete ascoltare per tutto il mese di ottobre su Garage Radio tutti i giorni alle 10:00, alle 13:00 e alle 16:00. Buon ascolto!

 

 

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NewsRecensioni

Il ritorno dei Travis

La storica band scozzese annuncia il nuovo album ”10 songs” in uscita il 9 ottobre, il primo inedito è ”A ghost

I leggendari TRAVIS sono tornati e pubblicano oggi il primo assaggio del loro toccante e carico di emozioni, nono album in studio “10 SONGS”, in uscita il 9 ottobre 2020 via BMG. “A Ghost” è accompagnato dal bellissimo video – realizzato durante il lock down – diretto e disegnato dal frontman Fran insieme a suo figlio Clay che conta 2.500 disegni realizzati nell’arco di un mese.

“10 SONGS” è un album che racconta di come la vita arrivi all’amore e di come l’amore possa superare le avversità. È un disco maturo, ricco di sinergie e la maggior parte delle canzoni riflette a pieno un prezioso senso di mutua sintonia che solo una band che non ha mai cambiato line up può vantare. Nel disco ci sono anche ispirati camei, che comprendono, tra gli altri, i synth del nonno di Jason Lytle, la lap steel di Greg Leisz (Beck, Emmylou Harris, Bruce Springsteen) e le voci di Susanna Hoffs delle Bangles. Sono passati ben 25 anni da quando i componenti dei TRAVIS misero piede per la prima volta in una sala prove. In questo vasto arco di tempo hanno venduto milioni di album, sono stati i protagonisti del premiato documentario a loro dedicato “Almost Fashionable”, e Fran ha ricevuto il consenso di artisti del calibro di Paul McCartney, Elton John e Graham Nash.

Oggi inizia un nuovo capitolo nella straordinaria carriera della band. 10 SONGS è un’opera che mostra, ancora una volta, che i TRAVIS sono una delle band con le più alte capacità di scrittura mai esportate dagli UK. Per concludere, Fran ha affermato sull’arte della scrittura: “There’s a song on the record called ‘Butterflies’. And that’s really how I think about songwriting. These things are floating around. And you have to be very quiet, and be very quick, and be very respectful. You catch them, you look at them for a little while, and then you set them free again. And that’s the whole point of songs. That’s the point of songwriting”.

“10 SONGS” TRACKLIST
1. Waving At The Window
2. The Only Thing (feat. Susanna Hoffs)
3. Valentine
4. Butterflies
5. A Million Hearts
6. A Ghost
7. All Fall Down
8. Kissing In The Wind
9. Nina’s Song
10. No Love Lost

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Il discone del meseNews+1

Il Discone del Mese di Dj Antani

Si intitola “Per Essere Felici” il nuovo lavoro discografico di Marina Rei che arriverà per la gioia di tutto il suo pubblico il prossimo 22 maggio 2020. Il nuovo discografico dell’artista è stato anticipato dal brano che porta il titolo dell’album lo scorso gennaio.

Per l’artista romana si tratta del decimo album in studio, ed arriva a distanza di sei anni dal precedente “Pareidolia”. Il nuovo album di Marina Rei si compone di otto nuovi brani e con queste parole parla del singolo che ha anticipato il suo nuovo percorso artistico: L’importanza di riconoscersi nel proprio sguardo – Un’analisi personale sulle scelte fatte crea il presupposto per il raggiungimento di una conquista più grande: la felicità di essere se stessi”.

Per essere felici è già disponibile per il pre-order in tutte le principali piattaforme streaming.

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Il discone del meseNews+1

Il discone del mese by Antani Dj – Las Kellies

I Tom Tom Club hanno finalmente le eredi che si meritano!! Si chiamano Las Kellies e sono un gruppo argentino formato nel 2005 da Cecilia Kelly e Silvina Costa.

Closer” è il discone del mese di Marzo di Garage Radio e singolo apripista del nuovo album “Suck this Tangerine” in uscita il 27 marzo per la Fire Records

Potete ascoltare “il discone del mese”  tutti i giorni alle 10:00, alle 13:00 e alle 16:00 solo su www.garageradio.eu

Fidatevi…parola di Antani Dj!!!

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NewsRecensioni

Il discone del mese by Antani Dj

A distanza di oltre due anni e mezzo dal precedente, “GN”, i Ratboys torneranno il prossimo 28 febbraio con il loro terzo lavoro , “Printer’s Devil”, che sarà realizzato dalla Topshelf Records.

Il nuovo disco, prodotto dalla stessa band indie-pop dell’Illinois (USA), è stato registrato live ai Decade Music Studios di Chicago: questo ha permesso a Julia Steiner e Dave Sagan di catturare il divertimento dei loro live show e di dimostrare la crescente alchimia con il resto del gruppo.

Per me le canzoni saranno sempre connesse al senso di casa e al tempo che passa, ha spiegato la Steiner nella press-release.

Il primo estratto del nuovo album si chiama “Alien With A Sleep Mask On” ed è stato scelto da Antani Dj come  “Discone del Mese” di Garage Radio, che potete ascoltare tutti i giorni alle 10:00 e alle 16:00 solo su www.garageradio.eu

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MusicMapNews+1

Il disco del mese di Music Map Corner – “Frasi per Tatuaggi” – RCCM

Affinità/divergenze, forse è tutto qui.

Ne abbonda “Frasi per tatuaggi”, esordio per Riff Records della sigla RCCM (Rispettabili Criminali e Comuni Mortali), nuova incarnazione – nata per emanazione diretta – del collettivo Controfase, fondato nel 2004 a Bolzano da Emanuele Zottino e Andrea Beggio ed arricchitosi nel corso degli anni di nuovi elementi. Tra i quali Pietro Frigato, voce e autore dei testi, atout determinante ed incombente come un macigno su quest’arte soffocante e plumbea.

Affinità: quelle palesi.

Massimo Volume e Offlaga Disco Pax/Spartiti. Recitativo su tappeti di elettricità disturbata ed elettronica infida punteggiati da tessiture indocili. Rare eccezioni, come “Momenti di coscienza”, che insiste su un refrain cantato mentre fustiga impietosa. Musica mirabilmente pensata ed elaborata, ma funzionale. Un mezzo per uno scopo: lo scopo è la condanna, assente il perdono. Dettagli. Basi nervose ed irrequiete scuotono un reading asciutto, palesemente indignato, ma senza particolare fervore. Intriso di un evidente disgusto, questo sì.

Divergenze, appunto.

Quelle che fanno di “Frasi per tatuaggi” – reprimenda dissenziente con corollario di denuncia, rabbia compressa e risentimento – qualcosa di non riconducibile in toto alle ipotizzate affinità, se non per meri aspetti formali. Disfattista e amaro, fastidioso e infastidito, tratta di debacle, crisi, fratture. Del crollo – impellente, imminente, inevitabile forse – di modelli e canoni: radix malorum est cupiditas, recita l’antico adagio nella soffocante cadenza sintetica di “Tutta roba risaputa”, saggio sul disturbo mentale reso spettrale da un crooning malevolo tra Giovanni Succi e Flavio Giurato.

L’apocalisse è quello che c’è già, n’est-ce pas? E’ implosione dalle fondamenta di un sistema fasullo e corrotto. E’ fumo negli occhi, ignoranza – che beatitudine non è – di masse addomesticate. E’ grande truffa e infinita vanità del tutto. Il maelstrom inghiotte e risputa economia, politica, nuovo feudalesimo e tecnocrazia. Stritola e polverizza autonomia e capacità di discernimento (il gelido ritratto di “Nei locali del centro”, arpeggio portante e feedback di sottofondo inclusi), perverte coscienze, mina possibilità: che sia chiaro, anch’io ho la mia patente/sono un Renzo qualunque che tuttavia non perdona alcun Don Rodrigo morente/ma prova un profondo senso di giustizia/grazie alla peste che lo spazza via (“Spiacevoli necessità”).

Affatto incline a condiscendenza alcuna, non salva niente e nessuno: è questa la divergenza finale, assoluta e profonda, incastonata nell’ora più buia di “Frasi per tatuaggi”. Pietà è morta, è morta la speranza, vanificata nel delirio tra surrealismo e retrofuturismo di “Sound science”, azzerata negli orizzonti perduti dell’iniziale “Buongiorno”, proclama raggelante di manifesta resa all’inganno. Non c’è conforto, non c’è luce, non c’è redenzione, forse neppure residua resistenza.

I sette minuti e quaranta secondi strumentali di “Buonanotte” chiudono muti su una cadenza sfuggente e bucolica, un’aria trasognata e dolcemente rattristata à la Giardini Di Mirò. Senza parole, ché non ne sono rimaste, come se tutto fosse compiuto.

Affinità/divergenze.

Il bello di questo disco è che esiste. Il brutto di questo disco è che esiste.

Il peggio è che tutto ciò che dice è vero. (Manuel Maverna)

 
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The Dirt: Mötley Crüe – La recensione di Matteo Ferrari (Antani Dj)

Anni 80, epoca preistorica fatta di sale giochi e Paninari, di Commodore 64 e costruzioni Lego, in tv imperversa Superclassifica Show col suo carico di synth-pop e cantautorato italiano a fine corsa.
Il modo più figo per non affogare nell’ignoranza musicale dilagante è andare a Londra,ma non tutti possono, c’è chi si affida al negozio di dischi di fiducia, oppure chi si stringe tra le spalle e prova a rovistare in edicola nella speranza di trovare qualche nuova pubblicazione.
Tra un Topolino e una Gazzetta dello Sport,vicino alla sezione Vietata ai Minori (dove riposa silente il vecchio Lando, oramai sopraffatto all’esplicite immagini de Le Ore) quasi casualmente fa capolino un giornale dal titolo HM,scritto con una saetta in mezzo alle due lettere,a colori, pesante e profumato di rock!
In copertina un losco figuro con in mano un ventaglio di piume e un pesante make up sugli zigomi.
Soldi in tasca pari al nulla, la certezza di Topolino o il salto al buio di HM con la saetta in mezzo? Manco a dirlo il caro Topo da oggi può andarsene in pensione.


Il losco figuro in copertina scopro essere un certo Tommy Lee, batterista di una band in forte ascesa, tali Motley Crue,famosi sì per i live al fulmicotone quanto per la follia che ne accompagna le gesta, camere di albergo distrutte, corse per i corridoi nudi come vermi, fiumi di alcool, donne, giochi erotici al limite dell’arresto, e soprattutto tanta, troppa eroina e cocaina, troppe schifezze nelle vene e nel naso che metteranno a rischio l’esistenza della band e dei membri stessi più di una volta,basti pensare a Nikki Sixx rianimato in ambulanza dopo un’overdose, dichiarato morto e miracolosamente “rinato” dopo due iniezioni di adrenalina.
Sono tanti gli aneddoti sui Motley Crue, così tanti che come sempre, quando si parla di rockstar, non si sa mai dove stia il limite tra la realtà e fantasia, ma per un pischello di poco più di dieci anni il dubbio non si pone,sono dei “ganzi” e stop. (Beata innocenza…)


Il regista Jeff Tremain,(quello di Jackass) coadiuvato da Neil Strauss,l’autore del libro da cui è tratto il film,si trova in mano una patata bollente dopo un tira e molla con MTV che avrebbe dovuto produrre il film già dieci anni fa,con un’altro staff tecnico e un altro regista e forse per necessità di tempistica, per timore di censura o per gusto personale tira fuori questo filmetto per rockers in salsa Disney.
Per carità,ce la mette tutta per fissare su pellicola gli eventi dei Crue e della Los Angeles anni 80,ma a volte da la sensazione di uno col taccuino in mano costretto a prendere appunti su cosa tagliare per rientrare nei tempi televisivi…insomma racchiudere l’essenza dei Crue in un film è impresa veramente titanica,è come scoreggiare in un sacchetto di carta e aspettarsi una sinfonia.


I personaggi somigliano abbastanza, le movenze sono quelle, ma la sensazione che trasmette è quella di essere davanti all’ennesima cover band scimmiottante.
“E cosa volevi, le ballerine sulle punte?” Certo che no,ma visti i soggetti trattati mi aspettavo di battere il piedino per tenere il ritmo e non per tenermi sveglio, mi aspettavo una scarica di adrenalina e invece, in quasi due ore non vedevo l’ora che finisse.
Quelle che non mi sono arrivate sono le vibrazioni,l’adrenalina, quel qualcosa che ti fa dire “quasi quasi lo riguardo”. Quella che sono certo arriverà è l’ennesima raccolta di brani editi con un pezzo nuovo e via soldi a palate, funziona sempre così…


Consigliarne o sconsigliarne la visione?
Boh,fate voi,in giro c’è tanto di peggio per carità,nel dubbio dategli un’occhiata,magari a voi piace…

Matteo Ferrari

 

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Garage Radio