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A Tutto Volume Fest.

E’ la sera del 6 dicembre, sono le ore 21. Matteo, il bassista dei “B.K.” mi accoglie calorosamente al Roof Live musica a Lucca.

Il clima si sta scaldando, un pezzo dei System of a Down tuona nella sala e i ragazzi sono ansiosi di salire sul palco.

Ci appartiamo in una stanza con Giulio, il chitarrista dei “Maneggiare con cura”, Matteo, bassista dei “B.K.”, Leonardo, chitarrista e voce dei “B.K.”, Aldo chitarrista degli “Origami” e Matteo, il bassista dei “Ventre” per fare due chiacchiere sulla serata.

Non mi sarei mai aspettato che  questa intervista andasse a sfociare in una “critica” alla scena musicale locale. Ma partiamo dall’inizio….

– Ciao Aldo, cosa hanno gli “Origami” da proporre stasera?

Le band hanno sette o otto pezzi a testa. Per quanto riguarda il nostro progetto…ci stiamo lavorando in studio, i tempi sono lunghi, abbiamo un paio di produttori che ci stanno seguendo e stanno sperimentando molto. Con noi è qui presente anche il nostro fonico, Michele.

-Che genere fanno gli “Origami”?

Diciamo che non siamo lontani dall’alternative rock che sta venendo fuori ora in Gran Bretagna, è con dei rif molto spinti e chitarre abbastanza taglienti….non leggeri ecco!

-Una band alla quale vi ispirate?

Una band che abbiamo preso d’ispirazione ultimamente, e grazie alla quale stiamo facendo molti pezzi nuovi, sono i “Biffy Clyro”. Sono un gruppo non famosissimo in Italia ma te lo assicuro che spaccano.

-Adesso passo a Giulio dei “Maneggiare con cura”. Parlami un po’ del tuo gruppo…

Siamo un gruppo già abbastanza formato. Il nome del gruppo è la nostra identità. si parla di tematiche in cui non c’è solo la cosa oggettiva del maneggiare con cura ma ci sono anche sentimenti e amicizie, qualsiasi cosa va maneggiata con cura perchè sennò ti si ritorce contro e ne subisci le consequenze.

– Che genere fate?

la fortuna nostra è che abbiamo diversi gusti, ma se ti devo fare un nome….io arrivo dai Tool, dai Deftones, questi sono gruppi che ci garbano.

– Come cerchi di portare la tua esperienza dentro il gruppo? come cerchi di dare il tuo contributo?

– Beh in radio non si vede ma io ho la barba bianca quindi l’esperienza c’è. ognuno deve capire qual è il meglio per il gruppo perché chiaramente in ogni gruppo c’è l’headliner ecc ecc. però abbiamo trovato un’alchimia, io come chitarrista, che ho studiato jazz, mi sento libero da ogni catena. Noi del gruppo siamo aperti a tutto.

 

– Adesso passo a Matteo dei “Ventre”, headliner della serata. Chi siete e cosa ci proponete?

– Ci tengo a precisare che Ventre è il nuovo nome da quest’estate, prima eravamo gli “Welcome Aliens”. Siamo insieme dal 2008 e piano piano si è aggiunto anche Paolo che è il chitarrista che fa anche la parte elettronica, ultimamente sentivamo di dover fare qualcosa di diverso e Paolo ci ha dato una grande mano e soprattutto ci ha portato la sua esperienza. Per quanto riguarda il genere che facciamo…prima eravamo molto legati al new metal, deftones, ai rage against the machine, limp bizkit. eravamo legati molto ai “teatro degli orrori” ma ora…non saprei dirti, ditecelo voi !

Il nome “Ventre” invece lo abbiamo scelto perché viene dal ventre materno, la musica per noi viene partorita dalla mentre tramite le nostre esperienze.

 

– Qua tutti suonate abbastanza liberi da generi, siete molto musicisti. Anche se proponete a ogni serata gli stessi pezzi, alla fine ogni live è diverso, vi porta sensazioni diverse e voi la ridate. Quindi…cosa ne pensate di questi “artisti” o meglio “dj” che fanno queste serate tutte uguali, anche due nella stessa sera con tutti questi sintetizzatori ecc. Voi con degli strumenti riuscite a trasmettere emozioni, mentre oggi come oggi la nuova tendenza è essere digitali, freddi, e quindi soltanto una specie di animatore che intrattiene sopra a della roba digitale che è sempre uguale.

Questa nuova ondata può allinearsi e crescere insieme al rock?  O si combattono?

Giulio: Secondo me a livelli di underground qui in zona abbiamo dei gruppi con le palle, ma le palle davvero. Il problema nasce da quando devi essere perfetto perché chi paga un biglietto non vuole sentire errori, e vuole sentire come ha sentito nel CD…qui ti parlo di livelli alti e anche la casa discografica te lo impone di essere così…quindi come gruppo perdi la tua identità dal momento in cui ti svendi. Io ho sempre visto che quelli geniali erano quelli che SBAGLIAVANO sul palco, erano quelli che quando gli si rompeva la corda, arrivavano lo stesso a fine concerto…questi sono i grandi secondo e non quelli “perfetti” con l’autotune, il sintetizzatore, quello e quell’altro, a me quelli non danno niente.

Matteo dei “Ventre”: io sono un po’ d’accordo e un po’ contro. E’ chiaro che ora il mercato vuole una determinata cosa, questo è quello che piace, è standardizzato diciamo. A Lucca noi viviamo di serate fatte da DJ che arrivano, mettono le loro canzoni ed è tutto a posto. Mentre nelle serate dove i gruppi si sbattono per organizzarle ci trovi 20 persone.

Aldo degli “Origami”: io penso che ci sia anche un fattore economico dietro perché pagare una persona che porta un computer e preme “play” è diverso che pagare 5 persone che si portano dietro tutti i loro strumenti.

– Leonardo dei “B.K.”: ci sono anche le vie di mezzo, gente che diventa famosa sui social e poi fa musica suonata, a me vengono in mente i “Pinguini tattici nucleari” che fanno un genere abbastanza Pop ma è comunque gente che fa musica suonata e vive di quello al momento, è gente che fa 200 concerti l’anno. Ognuno secondo me deve cercare di reinterpretare il ruolo del musicista nella sua epoca, io personalmente ho scritto dei pezzi sul fatto che sono contro i social ma è una scelta che fa il musicista…se essere aderente con la propria epoca. Adesso se esci dal tempo è come decidere di essere irrillevante, è un compromesso dove ognuno deve trovare il proprio punto.

Giulio dei “Maneggiare con cura”: dipende anche dall’uso che ne fai, io non sono totalmente contro la tecnologia. Ci sono dei gruppi che hanno fatto la storia usando la tecnologia come i Depeche mode, i Postal Service che sono dei mostri. Ma anche Frank Zappa…

 

– Bene, siamo alla fine. Faccio l’ultima domanda all’organizzatore, Matteo dei B.K. Qual’è quindi lo scopo di questo evento?

Ho preso quest’iniziativa per ricreare un po’ di movimento a Lucca, che manca tantissimo. Chi ama un certo tipo di musica, ora qui si trova un un po’ spaesato. Bisogna un’attimo unire le forze per ritirare su la scena.

Comunque questa è una serata di prova, è da settembre che ci sto lavorando, vediamo come va e poi valutiamo se rifarla ogni tre o quattro mesi…non ci vogliamo fermare!!

 

Pedro Lucas

 

Se volete conoscere meglio le band:

MANEGGIARE CON CURA—->>>  fb: @maneggiareconcura

ORIGAMI—->>>  ig: origami_officialwao  fb: @origami.wao

B.K.——>>>  fb: @bpuntok  ig: bpuntok

V E N T R E—–>>>  fb: V E N T R E   ig: ventre_band